ACCOLITATO

L’Eucaristia è il centro della nostra vita

Con il ministero dell’accolitato la Chiesa ha consegnato a tredici seminaristi di quarta Teologia il dono prezioso dell’Eucaristia, affinché lo condividano distribuendolo a tutti i fedeli, in particolare ad ammalati e carcerati.
Placeholder
Icona Fiaccola

«Padre clementissimo, che per mezzo del tuo unico Figlio, hai messo l’Eucaristia nelle mani della Chiesa,
benedici questi tuoi figli eletti al ministero di accoliti. Fà che, assidui nel servizio dell’altare, distribuiscano fedelmente il Pane della Vita ai loro fratelli e crescano continuamente nella fede e nella carità per l’edificazione del tuo Regno».

Con queste parole, sabato 11 novembre nella Basilica del Seminario, noi tredici seminaristi di quarta Teologia siamo stati istituiti accoliti. La Chiesa ci sceglie per partecipare in modo particolare al suo
ministero e proprio nelle nostre mani consegna il dono prezioso dell’Eucaristia, non per trattenerlo ma per distribuirlo a tutti i fedeli. Ancora una volta, la Chiesa ci sceglie e ci chiama per nome: abbiamo
pronunciato davanti a tutta l’assemblea riunita il nostro terzo “eccomi”. Dopo il primo durante l’ammissione agli ordini sacri e il secondo durante l’istituzione a lettori, ora il nostro terzo “eccomi”, l’ultimo prima di quelli definitivi del diaconato e del presbiterato.
Il cammino prosegue e, con questo, anche le responsabilità e la serietà aumentano. In particolare, ci è affidato il compito di aiutare i presbiteri e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni e, come ministri straordinari, di distribuire l’Eucaristia a tutti i fedeli, anche infermi. Abbiamo iniziato a svolgere questo nuovo ministero nella comunità del Seminario e nelle realtà a cui siamo inviati quest’anno nei fine settimana, cioè ospedali e carceri.
È bello condividere tra di noi gli incontri fatti durante il sabato e la domenica. Sono incontri brevi e semplici, ma ricchi di umanità. Tra i momenti più forti, c’è quello della distribuzione della Comunione:
i malati attendono quel Sacramento e spesso si commuovono nel ricevere il Signore Gesù, realmente presente nel pane consacrato. Sono incontri inimmaginabili, inaspettati e gratuiti che segnano le nostre settimane e attraverso i quali è forse più quello che riceviamo di quello che diamo. Tutto questo per noi è possibile perché siamo chiamati, perché siamo in cammino dietro a Gesù.

IL CENTRO DI TUTTO
Quello dell’accolito potrebbe sembrare un incarico esteriore e forse solo utile, ad esempio, quando ci sono tante persone a Messa e il sacerdote è solo nel distribuire la Comunione; sta segnando invece
profondamente il nostro cammino dietro a Gesù. Realmente percepiamo come sia nella celebrazione eucaristica che impariamo ad amare come Lui, a offrirci ogni giorno in Lui come sacrificio spirituale gradito a Dio, a conformarci sempre di più a Lui, per essere come Lui. L’Eucaristia non è priorità, non è la prima cosa di una lista di valori, ma è il centro di tutto, di tutto ciò che compone le nostre vite: gli amici, la famiglia, il lavoro, i pensieri, le attività. Essa è il vertice della preghiera e il cuore delle nostre azioni.
Come l’Eucaristia fosse il centro di tutto è stato evidente nella celebrazione durante la quale abbiamo ricevuto questo ministero. Certamente tanti amici, parenti, sacerdoti, suore sono venuti per noi, per accompagnarci in questo passaggio; ma in fondo l’attore principale è stato il Signore Gesù che si è offerto
e si offre per noi e ci invita insieme a fare come lui.

IL NOSTRO INCONTRO CON GESÙ
Nella settimana che ha preceduto il nostro accolitato, tutta la comunità ha intensificato la preghiera di adorazione ed è stata sottolineata la centralità dell’Eucaristia nella nostra vita e nella nostra formazione. Siamo stati aiutati a entrare in questo mistero dalla predicazione di don Massimiliano Scandroglio, docente di Sacra Scrittura in Seminario. In particolare, prima di due momenti prolungati di adorazione, don Massimiliano ci ha proposto di metterci davanti al Signore tenendo presente due grandi figure bibliche: quella di Mosè e quella di Elia. A partire dal loro incontro con il Signore, siamo stati aiutati anche noi a vivere il nostro incontro con Gesù, singolare e tutto personale.
Come classe, abbiamo scelto una frase e un’immagine che accompagnassero questo passo e guidassero la preghiera e la riflessione della comunità durante la settimana eucaristica. La frase è tratta dal Discorso 272 di Agostino: Ricevete il vostro mistero.
Riprendendo Agostino, vogliamo affermare che l’Eucaristia è il mistero che edifica la Chiesa. Essa è anzitutto un dono che ci è fatto quotidianamente dal Signore: ricevete. Ed essa è ciò che svela alla comunità cristiana se stessa: il vostro mistero.
Guardando all’Eucaristia e nutrendoci di essa, ci viene svelato il nostro mistero e ci viene donata la grazia necessaria a realizzarlo: è attraverso un amore oblativo, come quello di Gesù, che potremo edificare una comunità che sia realmente cristiana, che sia realmente corpo di Cristo.
Questo mistero è ricevuto dalla Chiesa direttamente dalle mani di Cristo, come si vede nell’immagine scelta, Pane nelle mani di Safet Zec. È un mistero che si mostra sotto la forma di un pane spezzato che si fa dono d’amore. Cristo, sposo della Chiesa, dona se stesso e, facendo ciò, svela la propria sposa a se stessa. Ecco che allora riecheggiano le parole di Gesù: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che
siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,34-35).

Tratto dal numero 11 (Novembre 2023) di “Fiaccola”