Il fumetto si apre con la marcia di Saul e del suo esercito verso il deserto, alla ricerca di Davide, che era fuggito dal palazzo reale proprio per paura del re.
Davide, insieme ad alcuni dei suoi uomini, si trova nascosto in una grotta quando Saul vi entra per espletare i propri bisogni. Qui assistiamo a una scena drammatica: Davide potrebbe risolvere tanti problemi uccidendo Saul, approfittando del fatto che il re non si è accorto della sua presenza. Saul difatti è ormai completamente incapace di governare Israele ed è in perenne preda dello spiritello cattivo, il che lo rende assai pericoloso. Davide, però, decide di non uccidere il re, ma di recidere un lembo del suo mantello, per mostrarglielo poi come prova della propria volontà di pace e di riconciliazione con lui.
Perché Davide agisce così? I suoi compagni non aspettavano altro che si liberasse di Saul. A Davide non è mancato il coraggio o il sangue freddo, ma ha fatto una scelta precisa. Sarà proprio lui a spiegarla dicendo: «Oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore. Ed ecco, come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore» (1Sam 26,23-24)
No alla violenza, sì alla pace
In un contesto di guerre e di violenza, Davide ci mostra che è possibile una risposta diversa, poiché «l’esperienza prova, purtroppo, che violenza produce violenza» (Papa Giovanni XXIII, Omelia del 2 febbraio 1962). Questo modo di vivere lo ha indicato proprio a voi ragazzi anche un vecchio papa, san Paolo VI, nel Messaggio per la giornata della Pace del 1978, in cui diceva: «Voi ragazzi siete spesso portati a litigare. Ricordatelo: è una vanità nociva volere apparire forti contro altri fratelli e compagni con la lite. Fanno tutti così, voi rispondete. Male, vi diciamo noi; se volete essere forti, siatelo col vostro animo;
sappiate anche perdonare e tornare presto amici con quelli che vi hanno offeso: così sarete davvero cristiani. Noi pensiamo che voi ragazzi, diventando grandi, dovete cambiare la maniera di pensare e di agire del mondo d’oggi, che è sempre pronto a combattere gli altri. Voi dovete abituarvi ad amare tutti, a dare alla società l’aspetto d’una comunità più buona. Volete davvero essere uomini, e non lupi? Ebbene questo è il segno della nostra umanità cristiana: volersi bene gli uni gli altri. Ragazzi una è la parola d’ordine: no, alla violenza; sì, alla pace. A Dio!».
L’esempio di Abigail
Nella seconda parte del racconto entrano in scena Abigail e Nabal. Quest’ultimo è un ricco possidente della città di Carmel, nel sud della Terra Santa. Il nome Nabal significa “sciocco e avaro”, due caratteristiche che ben si adattano al personaggio. Egli, infatti, alla richiesta dei servitori di Davide di concedere loro un po’ di cibo per ristorarsi dopo le lunghe fatiche, nega il proprio aiuto.
Davide, infuriato, decide di compiere una spedizione militare contro di lui per punirlo, ma proprio in quel momento interviene la moglie di Nabal, Abigail. Il suo nome in ebraico indica la capacità di risolvere i conflitti. Lei, infatti, sceglie di accogliere Davide e di perseguire la pace, evitando spargimenti di sangue. Abigail è in grado di «disarmare il suo cuore e di farne cadere le corazze, di creare un mondo dove “il lupo dimorerà con l’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme” (Is 11,6), cioè in cui tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle nella pace» (cfr Papa Leone, S. Messa a Beirut, 2 dicembre 2025).
Alla fine del fumetto, dopo la morte di Nabal e prima che Abigail giunga da lui per sposarlo, troviamo Davide che intona il Salmo 62. Così capiamo che Davide ha vinto la tentazione di farsi giustizia da sé e comprendiamo i pensieri del suo cuore. Davide ci insegna che «Dio, al posto della violenza, predilige il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro. Il Suo nome infatti è “Dio dell’amore e della pace” (2 Cor 13,11)» (Papa Benedetto XVI, Assisi 27 ottobre 2011).
Tratto dal numero 3 (Marzo 2026) di “Fiaccolina”