Giornata per il Seminario

«Ora i miei occhi ti vedono» (Gb 42,5)

Il prossimo 20 settembre si celebra la Giornata diocesana per il Seminario. Pubblichiamo il messaggio scritto dall’Arcivescovo per questa occasione, un invito a riflettere sulla vocazione di ciascuno che comincia «nel tenere fisso lo sguardo su Gesù», per poi aprirsi agli altri nell’ascolto e nel servizio.
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PRIMO ESERCIZIO DEL VEDERE
Chi cammina nelle tenebre non sa dove stia andando.
Siamo destinati a essere così, smarriti in una complicazione inestricabile, circondati di tenebre impenetrabili? Giobbe, il sapiente tormentato da tutti i mali, ha vissuto per molto tempo nella desolazione dell’insensato (perché il giusto soffre?), nell’irritazione di fronte ai luoghi comuni dei suoi maldestri consolatori.
Come Giobbe vivono molti, desolati e arrabbiati.
Ma c’è un momento in cui Giobbe vede dissolversi le tenebre, riceve la rivelazione che lo consola, entra nella comunione con Dio che lo libera dalla rabbia.
«Ora i miei occhi ti vedono»: così comincia ogni vocazione. Infatti, Gesù, luce del mondo, entra in tutte le tenebre e si propone come la luce che vince le tenebre e la via da percorrere per giungere alla vita. Il primo esercizio dello sguardo consiste nel «tenere fisso lo sguardo su Gesù» (Eb 12,1s).

SECONDO ESERCIZIO DEL VEDERE
C’è un momento nella vita di tutti – io credo – in cui uno si guarda e non si piace; guarda alla sua storia e non prova gioia. Davanti allo specchio vede i suoi difetti; si confronta con gli altri e si sente complessato per non essere all’altezza, per non essere intelligente, attraente, forte come l’altro, l’altra.
Quando ripensa agli anni vissuti gli vengono in mente gli errori commessi, le parole dette e le azioni compiute di cui si vergogna, sente rinnovarsi in modo esasperante la rabbia per le ingiustizie subite e le delusioni sperimentate.
Ma c’è un momento in cui si può incrociare lo sguardo di Gesù e ti rendi conto che Gesù ti guarda e ha stima di te, ti guarda e riconosce il bene che c’è in te, ti guarda e perdona i peccati e ti suggerisce di guardare con benevolenza te stesso e ogni persona, una per una.
Ogni vocazione comincia così: guardarsi con lo sguardo di Gesù. Si può quindi leggere il Vangelo per considerare come Gesù ha visto i pescatori di Galilea, le folle, il cieco, Matteo, Zaccheo, Maria, Giovanni.
Il secondo esercizio dello sguardo consiste, dunque, nel guardare sé stessi come ci guarda Gesù: «Nella tua luce vediamo la luce» (Sal 35,10).

TERZO ESERCIZIO DEL VEDERE
C’è il rischio di non vedere persone, ma solo immagini, di non vedere situazioni di vita, ma solo problemi altrui. Alcuni credono di sapere che cosa succeda nel mondo perché leggono qualche titolo sui social o sui giornali. Alcuni pensano di conoscere le persone perché ripetono luoghi comuni e parlano dicendo: «i giovani d’oggi…»; «le famiglie di oggi…»; «i politici, la scuola, la sanità oggi…».
Ma Gesù rimprovera chi non sa vedere e propone come esempio lo straniero che guarda il poveraccio e lo riconosce come un fratello, come una vocazione a prendersene cura: «Un samaritano, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione» (Lc 10,33).
Così comincia e continua fino al compimento ogni vocazione: guardando gli altri come fratelli e sorelle e ascoltando la loro voce che chiama ad amare, a servire, a camminare insieme.
Il terzo esercizio dello sguardo consiste, dunque, nel guardare ogni persona e ogni situazione con la benevolenza, il senso di responsabilità che Gesù insegna.
La Giornata diocesana per il Seminario è la celebrazione della riconoscenza per una storia di dedicazione al servizio della Chiesa ambrosiana e oltre.
La Giornata diocesana per il Seminario è una delle occasioni che l’anno liturgico offre per riflettere e pregare perché ciascuno possa sperimentare la bellezza, il fascino, la responsabilità di incontrare il Signore e di vedere sé stesso e il mondo in cui viviamo con lo sguardo che Gesù ci ha insegnato. Sotto questo sguardo si riconosce che la vita di ciascuno è vocazione ad amare e il tempo che viviamo è la terra di missione di cui abbiamo la responsabilità.
La Giornata diocesana per il Seminario è l’invito a pregare per i seminaristi e per coloro che avvertono l’attrattiva di una vita consacrata come quella del prete: che non vinca la paura sull’amore, che nessuno si accomodi nella mediocrità, che ciascuno possa percorrere i suoi giorni per gustare l’incontro e cantare: Ora i miei occhi ti vedono».

Tratto dal numero 8-9 (Agosto-Settembre 2026) di “Fiaccola”