Il fumetto si apre con re Davide che, durante un periodo di pace per il suo regno, si prende un grande impegno nei confronti di Dio: costruirgli una “casa”, ovvero erigere un tempio a Gerusalemme dove collocare l’Arca dell’Alleanza, che fino ad allora continuava a giacere sotto una semplice tenda da campo.
Davide compie questa promessa, davanti a Natan, il profeta del regno, perché, essendo ormai anziano, aveva avuto modo di ripensare a tutta la propria vita. Così facendo, era stato in grado di scorgere l’immenso amore che Dio gli aveva garantito per tutta la sua lunga esistenza e per questo aveva deciso di ringraziarlo. Tuttavia, durante la notte seguente, avviene una svolta inaspettata: Dio stesso prende parola con Natan e stravolge completamente i progetti del re. Questo intervento di Dio insegna a Davide – e a noi tutti – un’importante lezione!
«Custodiamo nel cuore la parola rivolta dal Signore al re Davide: “Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?” (2Sam 7,5). Al contrario, “il Signore ti annuncia che farà a te una casa” (2Sam 7,11). Con quest’annuncio, la Scrittura ci insegna che non siamo noi a dare un posto a Dio. È invece Dio che dà posto a noi, e il posto che ci dona è il suo cuore» (Papa Leone XIV, Omelia 10 giugno 2026 a Barcellona). Come Dio ha amato il peccatore Davide, così ancor oggi ama ognuno di noi!
Il passaggio di testimone
Dio, promettendo una casa a Davide, gli sta assicurando una grande discendenza che regnerà sul trono d’Israele per molti secoli. Davide è al settimo cielo, tanto da scandalizzare sua moglie Betsabea, la madre di Salomone, quando lo nota lodare Dio con la cetra. E così, sull’onda dell’emozione e della vecchiaia imminente, Davide decide che Salomone sarà il proprio successore. Perciò, ordina alle tre persone più potenti del suo regno di occuparsi del futuro re: Sadoc, il sommo sacerdote, ungerà Salomone; Natan, il profeta, lo consiglierà e Benaià, capo dell’esercito, lo difenderà. Così con un corteo festoso «il sacerdote Sadoc prese il corno dell’olio dalla tenda e unse Salomone; suonarono il corno e tutto il popolo gridò: “Viva il re Salomone!”» (1Re 1,39). Dopodiché Davide «chiamò Salomone, e gli comandò di costruire una casa al Signore. Davide disse a Salomone: “Ora, figlio mio, il Signore sia con te perché tu riesca a costruire una casa al Signore, tuo Dio, come ti ha promesso” » (1Cr 22,6-7.11).
Il desiderio di Salomone
Alla morte del padre, Salomone eredita un regno molto vasto e rispettato, ma anche la necessità di terminare il progetto del tempio. Una grande responsabilità grava sulle spalle del nuovo re! Anche in questo caso si rivela l’affetto di Dio, che desidera offrire a Salomone qualsiasi cosa gli possa essere d’aiuto per la sua nuova missione regale. «Salomone si rivela così un ricercatore appassionato della sapienza. Quando Dio gli propone: “Chiedimi ciò che io devo concederti”, il saggio re risponde: “Concedi al tuo servo un cuore docile” (1 Re 3,5.9). Il segreto per avere “un cuore docile” è di formarsi un cuore capace di ascoltare» (Papa Benedetto XVI, Messaggio XXI GMG 2006).
Ascoltare la parola del nostro Dio! «Fratelli e sorelle, non ci resta che chiedere lo stesso dono, invocato dal giovane re Salomone. Il dono di saper riconoscere il tesoro per cui vale la pena di vendere tutto: la relazione con Dio che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere al meglio le relazioni tra di noi» (Papa Leone XIV, Angelus 26 luglio 2026). Infatti, grazie alla costruzione del tempio, Salomone stringe anche un’alleanza con il confinante re di Tiro, Chiram, che da potenziale nemico diventa amico. Salomone riesce a portare a compimento il progetto di Davide, terminando il grandioso tempio di Gerusalemme, ma soprattutto riesce a vivere, come suo padre prima di lui, un’amicizia profonda con Dio, ricambiando il suo amore con tutto il cuore.
Tratto dal numero 10 (Ottobre 2026) di “Fiaccolina”